Villa Godi
Descrizione modello
Il modello e tratto da foto da me eseguite sul posto e da piccoli
dati reperiti in varie
pubblicazioni locali.
Le foto sono state eseguite in fase di ultimazione e quindi prive di giardino
purtroppo
togliendo qualche importante particolare alla completezza del modello, dato che
risulta
molto complesso ed elegante.
Giardino molto vicino alla realtà ma anche con un pò di mia fantasia ( anche non
risultando
dalla foto ) .
Da notare piccoli particolari come le terrazze contornate da inferriate
sagomate ( circa 300 tutto auto-costruiti ), i cancelli dell'ala sulla destra, e
figure umane,
e la macchina d'epoca.
Da notare lo stemma del casato al centro della facciata principale ( molto
approssimativa ).
Porte
Finestre Apribili con sistema personale
Balconi
Modello eseguito nel 2000 in circa 8 mesi.
Dotata di impianto elettrico 12 V. con circa 60 lampade.
Descrizione originale
1540
Lonedo di Lugo ( Vicenza )
Andrea Palladio
la villa fu edificata nel 1540 circa per conto di Girolamo Godi sulle pendici
che scendono
dall'altopiano di Asiago e che si affacciano alla pianura vicentina, sulle rive
del Astico.
Villa Godi è una delle prime opere di Andrea Palladio e ripropone il modello
tipologico di
costruzione a due torri, ispirato al Sanmichieli nel rispetto della tradizione
veneta che
gradiva, sino a quel momento, la realizzazione di facciate pulite e prive di
particolari
decorazioni.
La struttura architettonica presenta un corpo centrale rientrante con una loggia
a triplice
arcata che costituisce l'accesso al piano nobile, secondo il modello classico
del palazzo
veneziano.
Per raggiungere tale ingresso dall'esterno fu realizzato uno scalone che,dovendo
superare
l'intera altezza del piano terreno,si presenta piuttosto pesante anche se il
Palladio, con
la realizzazione di due loggette che coprono le porte del piano terreno e con la
rientranza del
corpo centrale,ne allevia l'impatto.
Il complesso venne ultimato con la realizzazione delle barchesse laterali ad
integrare le funzioni
abitative con le esigenze delle attività agricole.
Gli interni si presentano ricchi di notevoli affreschi di Gualtiero
Padovano,Battista dell'Angelo
detto del Moro e di Gianbattista Zelotti.
Gli affreschi dello Zelotti ornano il salone centrale con scene raffiguranti
episodi guerreschi
incorniciate da grandiosi elementi architettonici su due pareti e raffigurazioni
allegoriche, l'una
di Ercole tra la fatica e la virtù,l'altra della fama, sulle altre due.
Nella stanza delle Arti, sempre ad opera dello Zelotti, solo raffigurate
splendide figure monocrome
entro finte nicchie, figure
che sporgono da arcate etrabeazioni che incorniciano finte finestre che si
aprono su panorami.
Nella stanza dell'Olimpo ritroviamo lo Zelotti con raffigurazioni di resti di
antiche costruzioni
su cui sovrastano nubi popolate da divinità dell'Olimpo.
La sala di Venere vede, oltre alle decorazioni di Zelotti che dipinge le figure
allegoriche sopra
le porte e Venere nuda sopra il caminetto, le pitture di Battista dell'Angelo
sulla parete
principale con figure mitologiche incorniciate da finte colonne.
Il ciclo dello Zelotti si conclude in questa villa nella sala delle stagioni in
cui si ammirano,
poste tra imponenti cariatidi, figure allegoriche e paesaggi sulla parete
minore.
La sala delle Muse raccogliere il lavoro di Battista dell'Angelo con
raffigurazioni di Muse in
compagnia di poeti che si perdono nelle composizioni, il tutto a colori molto
sbiaditi, sovrastati
da imponenti cariatidi monocrome.
L'intera ala destra raccoglie gli affreschi di Gualtiero Padovano conposti da
numerose figure
femminili monocrome, cariatidi e paesaggi dipinti entro grandi arcate.
Sempre del Gualtiero sono le decorazioni della loggia d'ingresso con viste
esterne.
Notizie tratte da varie pubblicazioni.