Villa Gozzi
Descrizione modello
Il modello è stato eseguito in base a foto da me eseguite sul posto e
con la gentile concessione e collaborazione della Baronessa.
Qualche particolare è stato modificato, ispirandosi alle tecniche dell'epoca,
anche perchè certe modifiche apportate all'originale in un recente passato risultano abbastanza disastrose.
Porte
Finestre Apribili con sistema personale
Balconi
Modello eseguito nel 2001 in circa 7 mesi.
Dotata di impianto elettrico 12 V. con circa 50 lampade.
Descrizione originale
Villa Gozzi è senza dubbio una delle residenze veneziane più famose del "Pordenonese", non solo per
il carattere artistico dell’edificio, ma anche perché fu la residenza di due tra i maggiori
letterati del Settecento veneziano: i fratelli Gasparo e Carlo Gozzi (G. Gozzi — 1713/1786 — fondò e
redasse la «Gazzetta Veneta» e l’«Osservatore veneto», rivelandosi prosatore e cronista acuto, scrisse
anche Sermoni in endecasillabi e una «difesa di Dante»; C. Gozzi — 1720/1806 — fu un convinto
anti-illuminista, in polemica con Goldoni compose alcune fiabe teatraliche riprendevano gli schemi della
commedia dell’arte).
A Venezia i Gozzi si erano distinti nel commercio della seta con bottega in calle dei Toscani a Rialto.
Arrivarono a Visinale nel Cinquecento, acquistando terreni di origine più o meno feudale. In questa zona
pensarono di edificare l’abitazione di campagna. Gli edifici che vennero costruiti non avevano nulla a
che vedere con il «tipo» della villa veneta, quanto piuttosto con quello della semplice e funzionale casa
friulana, la «braida». Accanto a questi edifici, verso la metà del Seicento, si predispose la costruzione
di una chiesetta privata a uso della famiglia. Il Seicento è un secolo fortunato per i Gozzi, che senza
dubbio diventarono una delle famiglie più prestigiose della zona. Diversi matrimoni facilitarono il
consolidamento del patrimonio, anche se nella prima metà del Settecento una non buona gestione della proprietà,
lasciata nelle mani di Gasparo, maggiore dei fratelli e sposato con la poetes sa Luisa Bergalli, metteva in
pericolo le ricchezze accumulate dagli avi. Per un letterato la campagna friulana poteva diventare
interessante solo se vista come rifugio del poeta nell’arcadia e nel mondo semplificato dei luoghi agresti.
È con tali pensieri che Gasparo, sollecitato dalla moglie, matura l’idea di ricostruire la villa di Visinale
spazzando via le rudi strutture dell’antica costruzione. D’ora in poi l’interesse dei Gozzi non sarà rivolto
alle potenzialità produttive dell’azienda, ma agli agi letterari e alla vita serena. «Mentre che tutto il mondo
ragiona d’imprenditori morti, di stati che s’hanno a rivolgere, io do a beccare ad una gallina e son cheto.
Un’altra volta bestemmierò la fortuna, ma per ora lasciatemi fare lo stoico» (Gasparo Gozzi).
La nuova costruzione realizzata sulle macerie della vecchia riflette l’animo del letterato: non più depositi,
barchesse, stalle o altro, se non strettamente funzionali alla casa; l’edificio spoglio di queste adiacenze,
consente di godere delle bellezze del paesaggio. Probabilmente il progetto della villa è dello stesso Gasparo,
il che spiegherebbe anche la semplicità della costruzione. Del resto a rendere importante dal punto di vista
storico la costruzione di questa villa non sono i suoi particolari architettonici, ma i motivi, già visti,
che spinsero un letterato a progettare una villa libera e semplice in mezzo alla campagna.